Approfondimenti

Tecnica e valutazioni generali

’Premesse’

La motosega da anni è una delle attrezzature maggiormente diffuse. Dalla metà degli anni 70 ha avuto luogo in Italia una continua e costante ascesa in termini di volumi di vendita.
Era un qualcosa di pressoché sconosciuto, mentre oggi non si conosce persona che non sappia almeno cosa sia la motosega.
Chiaramente non tutti ne hanno bisogno. Tradizionalmente si è abituati a pensare che chi possiede almeno una motosega disponga anche un camino o una stufa a legna, oppure abbia la necessità di tagliare del legname, sia per lavoro che per hobby.
Ho potuto notare, in tutti questi anni, che ogni qual volta ha luogo una discussione sulle motoseghe, spesso si finisce a dibattere su quale tra questa o quella marca sia migliore, tra quale si guasti meno oppure quale fornisca le prestazioni più spinte in termini assoluti.
In effetti nessun altro apparecchio a motore è tema di tante e tali accese discussioni; spesso inconsapevolmente la gente ne parla in termini molto severi come se essa debba essere la macchina decisiva per la sopravvivenza.
In realtà è molto facile sbagliare l'acquisto di una motosega, ci sono alcuni fattori che molte persone non tengono in considerazione nel momento della scelta, ritrovandosi con un prodotto che non soddisfa appieno, e come sempre accade, noi rivenditori, ci vediamo ricadere la colpa di tal insoddisfazione. Per dirla in termini più semplici molti guardano prima di tutto al prezzo, si cerca il prodotto più economico. (Senza scordare che spesso tale scelta è obbligata da più che valide ragioni finanziarie).
Chiaramente sarebbe troppo facile per chi vende consigliare a tutti l'acquisto del prodotto più prestante e quindi più caro. Qui invece io vorrei avere un approccio più professionale e meno commerciale, dando alcune "dritte" che possono avere utilità, quando poi si andrà a scegliere la macchina più adatta alle proprie esigenze.

I principali costruttori mondiali già da tempo hanno fatto la sensata scelta industriale di differenziare le proprie gamme di motoseghe a catalogo essenzialmente in due grandi fasce; professionali e semiprofessionali.
Le macchine professionali solitamente sono sempre state costruite con un occhio particolarmente attento a due elementi: robustezza intrinseca e prestazioni pure di lavoro. In epoca più recente si è aggiunta anche una certa cura nell'abbattimento delle vibrazioni, delle emissioni e di conseguenza della rumorosità.
Generalmente le macchine professionali sono sempre le prime a beneficiare d'ogni nuova tecnologia, d'ogni ultimo ritrovato in termini di materiali e tecniche costruttive. Ovviamente in quanto fiore all'occhiello della gamma.
Normalmente il cliente tipo di queste macchine è il professionista, sia esso un boscaiolo sia un giardiniere, come pure un carpentiere. Tutte le categorie che necessitano di macchine performanti, dalla lunga durata e di ridotta manutenzione.
Tali macchine possono venire utili anche ad una fascia d'utilizzatori privati che però hanno esigenze di taglio al di sopra della media, ad esempio case di grandi dimensioni con riscaldamento a legna; di conseguenza la necessità di lavorare ingenti quantità di legname, a maggior ragione del fatto che spesso chi ha elevati consumi trova economicamente conveniente acquistare il legname in tronchi per poi provvedere in proprio al sezionamento e allo spacco dei ceppi. In situazioni come queste una o più macchine professionali assolvono brillantemente allo scopo.
Restando nell'ambito delle grandi esigenze sarebbe cosa utile e saggia disporre di almeno due motoseghe, possibilmente di diversa cilindrata. Il sezionamento di tronchi medio grandi difatti richiede una macchina di cilindrata sostenuta, mentre la sramatura o il taglio di diametri minori si rende più agevole se effettuato con una motosega di cilindrata inferiore.

La scelta della motosega è legata anche al consumo medio di legname in un anno o alla presunta quantità che s'intende consumare. Naturalmente in questo caso si entra in una considerazione che riguarda solo gli utilizzatori privati.
Allo stato attuale non esistono tabelle prestabilite che indicano la macchina ideale in rapporto al volume di legna consumata. In genere sono valutazioni che si fanno all'atto di consigliare il cliente in fase d'acquisto di una motosega. Parlarne qui rischierebbe di rendere il tutto tedioso, inoltre rischierei di cadere in facili generalizzazioni, mentre per esperienza so che ogni caso va affrontato separatamente, almeno per quanto concerne questo specifico aspetto.

Le macchine semiprofessionali rappresentano l'alternativa economicamente più vantaggiosa alle già citate professionali. Si dimostrano ideali laddove non vi sono esigenze particolarmente gravose. Esse hanno tuttavia raggiunto negli ultimi anni un livello di maturazione tecnica ed operativa di tutto rispetto.
Nella quasi totalità dei casi vengono scelte da utilizzatori privati con ridotte necessità di taglio. Se non addirittura da hobbisti che necessitano di un prodotto adatto alla cura di alberi da frutta, ad esempio. Talvolta difatti, non si presenta nemmeno il bisogno di un attrezzo per la preparazione di legna da ardere ma per semplici esigenze di arboricoltura.
I vantaggi principali, oltre che al prezzo più contenuto, sono la maggior leggerezza e facilità d'uso, consumi limitati nonché dimensioni contenute. Fattori ritenuti fondamentali per un utente occasionale.
Con il trascorrere del tempo, anche le motoseghe semiprofessionali hanno potuto beneficiare delle tecnologie più moderne, sebbene, è il caso di dirlo, non in maniera così estesa ed articolata come invece avviene sulle pro. Tendenzialmente i costruttori preferiscono applicare prima le innovazioni sulle professionali, per poi passarle in un secondo momento sulle semi. Ci sono stati comunque, complessivamente, netti miglioramenti in tema di riduzioni delle emissioni che della rumorosità. In sostanza si è cercato di rendere il prodotto più confortevole e pratico nell'uso, anche alla luce dell'accresciuto utilizzo della motosega per uso domestico da parte del pubblico femminile.

Molto spesso mi sento chiedere "vorrei una motosega con la lama da xx cm".
Questa richiesta nasce da un modo di vedere la motosega errato fin dal principio.
Ovvero la lunghezza della lama quale fattore primario se non addirittura esclusivo.
Andiamo quindi a far chiarezza su quest'importante argomento.
La lunghezza appropriata del dispositivo di taglio (spranga + catena) dovrebbe essere indicata dal venditore, sulla base del modello scelto.
L'accoppiamento motore-dispositivo di taglio è fondamentale. Se viene realizzato in maniera corretta si potrà prevenire l'insorgenza di molte problematiche comuni.
Una spranga troppo lunga porta non solo all'affaticamento del motore, ma anche a quello degli organi di trasmissione, come ad esempio la frizione e il pignone. Potrebbe anche causare problemi di surriscaldamento della catena, dovuti ad un'insufficiente circolazione d'olio lubrificante. (inoltre sulle motoseghe più piccole le pompe non sempre sono a portata variabile!) Il braccio di leva più lungo inoltre, potrebbe generare una maggior sollecitazione del sistema di smorzamento delle vibrazioni, con il conseguente cedimento dei supporti antivibranti.
Non meno importante, la macchina risulterebbe essere sbilanciata in avanti; tal inconveniente comporterebbe di conseguenza un maggior affaticamento per l'operatore.
Viceversa un dispositivo di taglio troppo corto porta ad avere una sensazione di maggior peso sulle mani. Sensazione ovviamente generata dal bilanciamento ancora una volta errato, in altre parole il peso del motore non trova sufficiente contrasto dal dispositivo di taglio. In questo caso non si rischiamo problemi di surriscaldamento, ma peggio ancora si può andare incontro ad inconvenienti al motore. Problemi dovuti dal regime di rotazione elevato. Statisticamente sappiamo che la categoria che va soggetta più spesso a tale rischio è quella dei professionisti della potatura, meglio noti come tree climber. Data l'esigenza di una maneggevolezza elevata e ingombri minimi, questi professionisti sovente scelgono lunghezze di taglio molto ridotte, se non addirittura le spranghe di tipo carving, dalla punta particolarmente pronunciata.
Ogni qual volta si rendono necessari questi accoppiamenti, non solo nel caso dell'utilizzo per potatura, sarebbe opportuno far regolare la carburazione in modo tale da ottenere un regime di rotazione massima meno elevato. Tale intervento va eseguito necessariamente in officina, dove si provvederà mediante un controllo elettronico dei giri alla dovuta riduzione.

’ed inoltre...’

Va anche ricordato che il numero di giri del motore non è decisivo per la velocità effettiva di taglio. Il fattore che più seriamente influenza le prestazioni di una motosega è la velocità della catena. Espressa in metri al secondo. Si possono preservare molto l'integrità e la durata del motore applicando un rocchetto con un maggior numero dei denti. In questo modo si ottiene una velocità di taglio maggiore mantenendo immutato il regime di rotazione massimo. Questa modifica, tuttavia, non è sempre attuabile, è bene informarsi prima dell'acquisto.
Ancor di più che altrove, in questo caso è necessario poter disporre della possibilità di aumentare la portata dell'olio lubrificante. La maggiore velocità di scorrimento della catena sulla spranga richiede ovviamente maggior lubrificazione. Quindi ricordiamoci che possiamo andare ad aumentare questa velocità solo dove siamo in presenza di una pompa olio regolabile.
L'importanza della lubrificazione è fondamentale, data la delicatezza dell'argomento trovo opportuno parlarne separatamente.

La lubrificazione nelle motoseghe si suddivide in due funzioni; quella del motore e quella del dispositivo di taglio.
La lubrificazione degli organi interni avviene per mezzo dell'olio miscelato al carburante; durante il funzionamento la miscela si scompone. La parte costituita dal carburante viene immessa all'interno della camera di combustione dove viene bruciata, mentre l'olio scende nel vano dell'albero motore al fine di garantire la corretta lubrificazione degli organi in movimento.
Nel dispositivo di taglio invece circola il lubrificante che viene convogliato attraverso una pompa, generalmente meccanica, che lo preleva da un serbatoio incorporato nella motosega.




Argomento non ancora concluso, provvederò entro maggio, grazie per l'attenzione.





Massimiliano Buzzi