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Approfondimento

"Premessa"

Quando ci si avvicina al concetto operativo di taglio elicoidale, applicato a livello professionale e su vasta scala (parchi), si deve essere ben consapevoli che ci si trova di fronte al massimo livello d’espressione del giardinaggio.
Il taglio elicoidale in se è solo l’ovvia conseguenza di un lavoro meticoloso, attento e profondo.
Le condizioni per poter applicare questa tecnica di lavoro non si ottengono casualmente, la letteratura specifica in commercio è molto poca, quasi sempre in lingua inglese. Mentre ancora più rare sono le figure professionali in grado di assistere alla preparazione del fondo e del manto erboso. Tutto questo non va preso sotto gamba, rischio d’essere scoraggiante, ma la serietà m’impone di esporre con la massima accuratezza cosa realmente sta dietro al taglio elicoidale.

" La preparazione" parte 1

Anzitutto si deve predisporre un’accurata preparazione del suolo. Qualunque sia la condizione iniziale si deve procedere con la rimozione totale della superficie erbosa preesistente. Il terreno deve essere minuziosamente bonificato da ogni traccia di radice d’infestante, sasso e qualunque altro corpo estraneo. Ciò si ottiene con numerosi passaggi della fresa interrasassi. Un buon consulente inoltre dovrà consigliare gli interventi d’integrazione del fondo; di conseguenza, laddove si renda necessario e nell’opportuna misura si dovrà andare ad aggiungere la quantità di materiale di riporto adeguato, sia esso terra, sia sabbia qualora essa si renda necessaria per ovvi motivi di drenaggio del suolo.
Il logico passaggio successivo sarà la livellatura e la conseguente rullatura del suolo trattato. I prati gestibili con taglio elicoidale devono presentare, infatti, una struttura quanto più omogenea, lineare e priva d’asperità.

 

A margine di quanto sopra, ma non di marginale importanza, è bene sapere che la piantumazione influisce sul risultato finale. Si deve ricordare che pini e abeti rilasciano resina sul terreno, e questa devasta sistematicamente la struttura del manto erboso. Valutare quindi la possibilità di procedere con la rimozione d’ogni possibile elemento che disturbi o impedisca lo sviluppo corretto dei prati, sia pure esso un albero.
Se sono presenti opere murarie ed architettoniche che possono creare intralcio durante le future operazioni di taglio si deve considerare il modo di rimuoverle o di modificarle opportunamente. Un buon consulente dovrebbe essere in grado di indicare le necessarie opere correttive, per buona sintesi posso comunque dire che i classici ostacoli possono essere tombini, marciapiedi e vialetti non a livello. Se ci sono dossi, anche piccoli, come ad esempio le spiovenze del prato lungo eventuali viali in ghiaietto, sarà opportuno modificarne la pendenza ad un valore minimo, in modo che l’angolo d’attacco sia quanto più possibilmente basso. Ciò si tradurrà in un grande vantaggio operativo con le macchine a taglio elicoidale in quanto potrà consentire agevoli accessi ed uscite dalle aree erbose. 

" La preparazione" parte 2

Un lavoro ben fatto non può non prevedere anche un impianto d’irrigazione. Ed anche qui, come altrove, ben varranno le indicazioni del professionista che segue la realizzazione delle aree verdi.  Progettare e realizzare un impianto d’irrigazione all’altezza non è cosa da poco, generalmente esso viene installato prima di procedere con gli altri lavori. Irrigatori, tubazioni, pompe, filtri, pozzetti d’ispezione, gruppi di valvole. Tutto questo materiale dovrà essere adeguatamente dimensionato in funzione delle future esigenze. Una sola regola: i prati in questione non possono e non devono assolutamente soffrire la siccità, pena conseguenze fatali. L’irrigazione deve essere copiosa ma non eccessiva, ben distribuita, ma ancor più importante ben pianificata. Soprattutto nella stagione più calda essa deve avvenire in orari notturni, oppure a tarda sera e di buon mattino. Ciò perché in tali orari l’insolazione e lo scambio termico sono ridotti al minimo. L’acqua presente nel suolo e nella struttura erbosa va quindi ad evaporare meno rapidamente.

 

In seguito all’esecuzione delle operazioni descritte, il fondo dovrebbe aver raggiunto lo standard di qualità strutturale e di conformazione utile al progetto. Quindi, a seguito di quanto sopra, è possibile procedere con le operazioni di semina.
L’ormai onnipresente consulente provvederà a proporre una selezione di essenze idonee all’ ottenimento di un risultato perfetto. Nella sua qualità d’esperto saprà consigliare in maniera ottimale, laddove il sottoscritto non è in grado di aggiungere nulla di più. Come in altre occasioni già specificato, chi scrive non possiede conoscenze mirate sulle tipologie d’essenze erbose in commercio e soprattutto non è in grado di indicare con sicurezza i nomi di quelle particolari adatte alla formazione di un tappeto erboso da trattare con il taglio elicoidale. A tal scopo, ma non solo in questa fase, sarà più che mai importante essere certi d’essersi affidati ad un consulente serio e di provata esperienza. Una parentesi importante va aperta per rammentare quanto è importante sincerarsi delle reali capacità di chi è responsabile della creazione dei tappeti erbosi. Personalmente ritengo che sia cosa santa preferire un professionista che sia in grado di presentare un “portafoglio” di lavori ultimati correttamente, ancor meglio se questi propone di poter parlare direttamente con altri clienti. Il livello di soddisfazione di questi ultimi sarà il miglior indicatore circa la validità della figura a cui ci si vuol affidare.
Ho ritenuto utile aprire questa parentesi in occasione dell’argomento semina in quanto tale fase è d’importanza vitale e determinante per tutto quello che seguirà. Se la seminatura e tutte le operazioni a lei connesse non avvengono correttamente, l’intero progetto risulterà compromesso, vanificando intenzioni e precedenti opere di preparazione.

" Selezione della macchina" parte 1

Supponendo che tutto ciò di cui finora ho parlato sia stato perfettamente eseguito, assunto che tutte le operazioni siano state condotte a termine e che quindi le superfici verdi sono finalmente arrivate al livello di maturazione necessario, giunge finalmente il momento di dedicarsi all’operazione fondamentale: il taglio, ovvero come assicurare un futuro al tappeto erboso.

 

Giacché lo scopo di quanto sopra è la possibilità di eseguire i tagli con il sistema elicoidale, la scelta del macchinario cade naturalmente tra i prodotti dotati di tale sistema presenti sul mercato.
Prima di tutto è bene chiarire un punto, che a rigor di logica dovrebbe essere già evidente sin dall’inizio di tutto questo discorso: qui, più che mani è bene evitare di puntare al risparmio! Chi arriva a questa fase, dopo un interminabile calvario preparatorio deve ignorare tutto ciò che può anche solo dare l’idea di essere “a buon prezzo”. Non farlo sarebbe solo un ottimo sistema di rendere inutile tutto ciò che è stato compiuto in precedenza. Potrà, infatti, sembrare assurdo ma c’è una bella differenza tra un prodotto elicoidale e l’altro.
Ed anche qui, come in altre occasioni, devo nuovamente sottolineare che ancora oggi i migliori prodotti di questo tipo sono quasi sempre quelli fabbricati nei paesi anglosassoni. Facile immaginare il perché.

" Selezione della macchina" parte 2

Venendo al sodo andiamo a fare una serie di considerazioni di carattere prettamente tecnico-pratico su ciò che sarà bene acquistare per eseguire correttamente il lavoro.

 

Le dimensioni della macchina dovranno essere ben proporzionate al compito, spazi ampi consentiranno l’acquisto di una soluzione di dimensioni maggiori, come ad esempio una tripla o una quintupla se necessario, spazi più contenuti con molti passaggi stretti invece, imporranno la scelta di una macchina semovente monoelemento, con operatore al seguito.
Una combinazione d’entrambi i fattori sopraesposti prevederà l’abbinamento di ambedue le soluzioni.
Partiamo dal basso. Le macchine monoelemento con operatore al seguito possono essere paragonate in buona sostanza, ai normali tagliaerba. Ma solo per quel che ne riguarda la guida! Una buona macchina di questa tipologia deve possedere una struttura portante in fusione d’alluminio, o in magnesio. In ogni caso un materiale che possa garantire un’elevata rigidità del telaio. Ciò si traduce in assenza di vibrazioni, che possono rendere impreciso il taglio, non si scordi che qui non si ragiona più in cm, quando si parla d’altezze di taglio, ma in mm. In secondo luogo si veda l’elemento di taglio. Del come lavora il sistema elicoidale, ne parlo in una sezione apposita, qui mi limito all’analisi tecnica del prodotto. Le macchine di questo tipo presenti sul mercato prevedono cilindri di taglio con un numero di lame che va dalle quattro a salire. È ben risaputo che maggiore è il numero di lame presenti nel cilindro, maggiore sarà l’accuratezza di finitura. Di contro sarà anche maggiore la sensibilità del sistema alla quantità d’erba tagliata. Per regola generale posso affermare che quando il numero di lame presenti nel cilindro sia pari o superiore a sette si deve lavorare con un altezza di taglio non superiore a 2-3 mm. Non si scordi inoltre che solitamente maggiore è il numero di lame, minore ne è lo spessore. In altre parole corpi estranei presenti sul prato che passerebbero inosservati ad una macchina con meno lame, qui possono creare seri fastidi, con inevitabili visite in officina per la riaffilatura.
Questa tipologia di macchine prevede cilindri che possono avere anche 11 lame, nel qual caso si tratta di soluzioni utili solo in superfici esattamente pari a quelle dei “green” dei campi da golf. Francamente mi riesce impossibile pensare che in un giardino o in un parco privato si possa arrivare a tanto. Ragion per cui tralascio di parlarne in questo contesto.
Per quanto riguarda la semovenza si ricordi che le macchine con trazione a ruote non sono il massimo, anzi. Quindi consiglio di preferire quelle che al posto delle ruote possiedono un rullo motrice, meglio ancora se fornito d’effetto differenziale(ovvero diviso in due). Oltre che a creare il sempre gradevole effetto a strisce, il rullo garantisce una pressione al suolo costante ed uniforme, non andando ad intaccare, in nessun modo, la superficie erbosa.
Le macchine migliori, pare un contro senso, possiedono sistemi di trasmissione abbastanza semplici ed elementari, cinghie con pulegge oppure catene con pignoni. La ragione di questa apparentemente, retrograda scelta sta nel fatto che tali sistemi non possiedono parti lubrificate o ingrassate; pertanto si scongiura anche la più remota possibilità di perdite di fluidi lubrificanti. Non si ha quindi il rischio di dispersioni d’olio sul terreno con il conseguente pericolo di danneggiamenti alla struttura dell’erba.
Su tali macchine non è assolutamente necessario avere motori potenti e performanti, i costruttori più esperti ed avveduti equipaggiano i loro prodotti con motori tra i 3 e i 4 cavalli al massimo. Tale scelta è dettata da due importanti fattori.
Il primo è la non necessità di potenza dovuta dalla natura stessa del tipo di taglio, vale a dire che con pochi mm. di prodotto asportato non esistono motivi per disporre di potenze ragguardevoli. Il secondo punto è che i motori di potenza ridotta sono ovviamente anche più leggeri, tale scelta rende quindi la macchina più leggera con il conseguente beneficio di ridurre ulteriormente la pressione esercitata dalla stessa al suolo.
Nel taglio elicoidale è auspicabile non effettuare la raccolta del prodotto tagliato, salvo eccezioni ben precise, in questo caso lasciare il risultato del taglio sul terreno è importante per le stesse ragioni per cui lo si fa nel taglio mulching. Qualora si volesse invece raccogliere ci si deve accertare che la macchina incorpori alcuni semplici ma importanti accorgimenti tecnici.
I cesti di raccolta vengono necessariamente montati frontalmente all’elemento di taglio, l’erba viene gettata in avanti dal rotore durane il lavoro, andando a cadere nel raccoglitore.
Anche qui l’esperienza insegna; è noto che il miglior sistema d’aggancio dei raccoglitori preveda che il peso di questi ultimi vada a scaricarsi sul telaio portante della macchina e non sull’unità di taglio, come invece avviene nei prodotti meno professionali. Opportunamente, si deve considerare che quando il cesto è agganciato al telaietto del cilindro di taglio, l’aumentare del peso dovuto al progressivo riempimento d’erba va a modificare l’assetto del cilindro, con il rischio conseguente che si verifichi lo scalping. Ovvero il contatto con il suolo delle lame. Anche in questo caso quindi la robustezza e la rigidità della struttura giocano a tutto vantaggio della precisione di taglio.
Nelle macchine cono operatore a bordo, che in questo caso sono spesso delle triple o delle quintuple, si dedichi particolare attenzione alla gommatura. Solitamente questi prodotti sono equipaggiati con pneumatici con ampi battistrada, la cui scolpitura è ideata per garantire tracce minime sul tappeto. Inoltre è bene ricordare che la pressione di gonfiaggio svolge un ruolo molto importante, deve essere sempre, opportunamente, regolata. Una buona regola prevede che essa sia il più bassa possibile, in modo tale da rendere il battistrada ancor più aderente al suolo, come effetto di tale regolazione aumenta la superficie di contatto e contestualmente diminuisce la pressione esercitata dal peso della macchina al suolo. Si deve in ogni modo prestare attenzione anche a non eccedere poiché l’aumento del grip, oltre che a dare indiscussi benefici in termini di motricità in salita, può causare seri fastidi in fase di sterzata, in quanto che aumentano le possibilità di “zappare”  soprattutto quando si effettuano curve strette. Dedicare quindi, molta attenzione al gonfiaggio dei pneumatici.



Massimiliano Buzzi